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Si avviano verso la conclusione le analisi microbiologiche sui campioni d’acqua dopo il maxi intervento effettuato da Aca sulla condotta “Giardino”, un’operazione durata due giorni che ha comportato la sospensione dell’erogazione idrica in 19 Comuni abruzzesi, tra cui i capoluoghi di Chieti e Pescara. Il disservizio ha coinvolto circa 250mila cittadini.
Nella serata di ieri è arrivata una prima buona notizia: la Asl di Pescara ha confermato che l’acqua è tornata potabile nelle zone dove il servizio è stato ripristinato per prime. In particolare, il via libera riguarda otto Comuni: Bussi sul Tirino (Officine), Bolognano, Castiglione a Casauria, Manoppello, Scafa, Tocco da Casauria, Torre de’ Passeri e Turrivalignani. A seguito dei risultati positivi, il Servizio Igiene degli Alimenti e Nutrizione ha trasmesso ai sindaci la proposta ufficiale di revocare il divieto di utilizzo per scopi alimentari.
Diversa la situazione negli altri territori coinvolti: sebbene l’erogazione sia tornata regolare, resta ancora il divieto di utilizzare l’acqua per bere o cucinare, in attesa di ulteriori verifiche e comunicazioni ufficiali.
Nel frattempo cresce il malcontento tra i cittadini. Sui social si moltiplicano le segnalazioni e le critiche rivolte agli enti competenti, accusati di aver fornito informazioni poco chiare sia sui tempi di ripristino del servizio, sia sulle modalità di gestione degli impianti condominiali come le autoclavi. In molti casi, infatti, gli amministratori avrebbero dato indicazioni contrastanti, aumentando la confusione tra gli utenti.
Pesanti anche le ripercussioni sul tessuto economico locale. Numerose attività commerciali – tra cui bar, ristoranti e parrucchieri – sono state costrette a prolungare la chiusura oltre i due giorni inizialmente previsti (13 e 14 aprile), non disponendo ancora di acqua potabile necessaria per lavorare in sicurezza.